(via charmaineolivia)
(via charmaineolivia)
I haven’t seen you for years,
but I feel you could be here right now.
And I know it’s strange, yes I know it’s strange,
that you could be here with me now.
[leafhound, saint etienne]
(Source: pdlcomics)
Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch’erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo, ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un’ora, due ore, e stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l’acqua che mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo: pioggia, massacri sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete. Questo era il terribile: la quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse; raggiungerla o no, o sfogliare un dizionario era per me lo stesso; e uscire a vedere gli amici, gli altri, o restare in casa era per me lo stesso. Ero quieto; ero come se non avessi mai avuto un giorno di vita, né mai saputo cosa significa esser felici, come se non avessi nulla da dire, da affermare, negare, nulla di mio da mettere in gioco, e nulla da ascoltare, da dare e nessuna disposizione a ricevere, e come se mai in tutti i miei anni di esistenza avessi mangiato pane, bevuto vino, o bevuto caffé, mai stato a letto con una ragazza, mai avuto dei figli, mai preso a pugni qualcuno, o non credessi tutto questo possibile, come se mai avessi avuto un’infanzia in Sicilia tra i fichidindia e lo zolfo, nelle montagne; ma mi agitavo entro di me per astratti furori, e pensavo il genere umano perduto, chinavo il capo, e pioveva, non dicevo una parola agli amici, e l’acqua mi entrava nelle scarpe.
[elio vittorini, conversazione in sicilia, incipit]
(Source: johnlockcreys)
“qui stasera si tirano delle sportellate d’acqua calda!”
“…e poi rimane come un quadro impressionista…”
[battuta sul nastro] “sembrava cadere nel proprio campo ma i milioni di miliardi di acari che vivono nel nastro danno la loro manina per far passare il pallone dall’altra parte…”
[ennesimo punto di bauer] “angoli pazzeschi, da perforatrice automatica” [???]
[errore in ricezione] “non puoi aspettarti l’aiuto da emiylia nikolova, l’aiuto all’emiylia bisogna darlo, ragazzi, donate all’emilia terremotata!”
[barazza supera il muro di arrighetti] “è arrivato un sms ad arrighetti, era di barazza”
“se vedi partire una macchia gialla impazzita, si chiama leonardi” [??]
“la bauer è una ferrari molto veloce, una ferrari d’epoca” [pure d’epoca…]
“bisogna mettere la maschera d’ossigeno per le sue silurate!”
“nikolova si è dimenticata nello spogliatoio, stasera”
* bonus, non di lucchetta: [marcon protesta con l’arbitro] “piske che la trascina è poco credibile ahahah”
“non telefonato ma radiocomandato!!”
“c’è un accanimento terapeutico con gli schiacciatori…”
“tira fuori una katana giapponese e sul tagliere affetta quel pallone!”
“eh, kozuch ormai legge bene l’italiano e quindi le dieci dita dell’avversaria…”
“allenta il gancino del reggiseno in attacco!”
“anakin skywalker grbac”
mi manca soprattutto sapere che mi stai guardando.
(Source: reallydustyshoes, via ivegotnosoultosell)