“Chi dunque costringerai ad assumersi la guardia dello Stato se non coloro che meglio conoscono quali sono i modi per la migliore amministrazione dello Stato e che possono avere altri onori e una vita migliore di quella politica? … Vuoi che esaminiamo ora in che modo si potranno formare e condurre alla luce simili uomini, così come per taluni si dice che dall’Ade sono saliti fra gli dei? Ebbene, dobbiamo vedere quale tra le varie discipline possiede una simile facoltà? Quale sarà la disciplina che attira l’anima del mondo della generazione al mondo dell’essere? Prendiamone una di quelle che hanno applicazione generale”.
“Quale?” chiede Glaucone.
“Questa disciplina comune e utile a tutte le arti e speculazioni e scienze, quella che ognuno deve per forza apprendere fra le prime… Questa disciplina piuttosto semplice d’imparare a distinguere l’uno e il due e il tre. Con questo intendo dire la scienza del numero e del calcolo. Non è vero che qualunque arte e scienza se ne deve servire? Non forse anche l’arte bellica?”.
“Per forza.”
“Calcolo e aritmetica appaiono atte a guidare la verità, faranno parte allora delle discipline da noi cercate”
“Dobbiamo prescrivere per legge la disciplina di cui stiamo parlando, e persuadere chi dovrà svolgere nello Stato le funzioni più importanti, a studiare il calcolo e ad applicarvisi, non in una maniera volgare, ma finché possa pervenire, con la sola intellezione, a contemplare la natura dei numeri, senza usarne per comprare e vendere come fanno grossisti e mercanti, ma per aiutare l’anima stessa a volgersi dal mondo della generazione alla verità e all’essere”
…
“Vedi dunque, mio caro, dissi io, che forse ci è realmente necessaria questa disciplina? E’ evidente che costringe l’anima a usare la pura intellezione per giungere alla pura verità.”
“Fa proprio così”, rispose.
“E hai osservato un’altra cosa ancora? Che le persone naturalmente portate al calcolo hanno una naturale prontezza, per così dire, in ogni disciplina? e che le persone tarde, se sono educate ad esercitare nel calcolo, anche se non ne ritraggono altri vantaggi, tuttavia progrediscono tutte diventando più pronte di prima?”
“E’ così”, rispose.
“E certo, secondo me, non potrai trovare facilmente molte cose che ad apprenderle e praticarle impongano maggior fatica di questa.”
“No davvero.”
“Per tutte queste ragioni non si deve trascurare questa disciplina, anzi vi dobbiamo educare le persone naturalmente meglio dotate.”
“Sono d’accordo”, rispose.
[Platone, La Repubblica]

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